Ortesi elastiche SElLi

Codici ISO

Codificazione ai sensi del parere del Ministero della Salute DGPROGS 0027983-P-31/10/2013

Le ortesi dinamiche SELli ad azione elasto cmpressiva calibrata sono dispositivi su misura non inclusi nel “Nomenclatore Tariffario” (D. Lgs. 332/99) per i quali si è applicato in passato e si applica ancora oggi l’istituto della riconducibilità (art. 1 c.6 del D.Lgs. 332/99), spesso in maniera inappropriata.

A seguito di una richiesta da parte delle Associazioni di Categoria, nel 2013 il Dipartimento della Programmazione e dell’Ordinamento del Servizio Sanitario Nazionale ha fornito chiarimenti in merito alla codificazione, definendo quella appropriata e identificando inequivocabilmente i codici non applicabili.

La codificazione adottata nel seguente listino si attiene fedelmente a quanto chiarito dal Ministero della Salute, costituendo l’unico vero riferimento per l’applicazione della riconducibilità (art. 1 c.6 del D.Lgs. 332/99) a questa tipologia di dispositivi non inclusi nel N.T.

 

 

 

Premessa

L’applicazione delle ortesi elastiche (OE) per il trattamento delle deformità del rachide e dei deficit di bilanciamento posturale è entrato, da tempo, nella prassi riabilitativa. Se adeguatamente progettate e personalizzate sono in grado di riallineare e stabilizzare, correggendo o limitando il peggioramento di lievi dismorfismi e paramorfismi, riscontrando con maggior facilità la compliance dei pazienti rispetto aile ortesi realizzate con materiali tradizionali. Attualmente sul mercato sono disponibili diverse tipologie di “tutine elastiche”, realizzate in materiali non sempre chiaramente identificati ma con l’obiettivo comune di migliorare l’assetto posturale del paziente che, svincolando meglio gli arti superiori ed inferiori, riesce ad essere più autonomo nel compimento delle attività di vita quotidiana.
In letteratura sono presenti numerose pubblicazioni riguardanti le OE utilizzate nel trattamento di diverse forme di PCI, patologie neuromuscolari, scoliosi idiopatiche, che si focalizzano esclusivamente sulla loro efficacia clinica, senza cercare una correlazione con gli aspetti costruttivi delle ortesi e la tipologia di materiali impiegati. Si tratta di studi caratterizzati da risultati non univoci che si riferiscono a campioni non omogenei o di numerosità poco significativa.

Attività di Ricerca

Sul riscontro oggettivo di questa lacuna, nasce la nostra idea di metodo per la progettazione e realizzazione di una tutina elasto-compressiva modulare che, partendo dall’individuazione dell’esigenza clinico-funzionale specifica, permette di determinare il design definitivo dell’ortesi e di selezionare la combinazione efficace dei materiali che la compongono, tramite l’applicazione di indici numerici che correlano le caratteristiche di risposta elastica e compressiva dei tessuti nelle diverse direzioni alle necessità del paziente. 

Fig. 1

L’obiettivo ultimo è quello di arrivare a creare un vero e proprio criterio di correlazione biunivoco fra esigenza clinico/funzionale e materiale /design dell’ortesi (fig. 1).
L’attività di ricerca è stata multisettoriale ed ha riguardato sia aspetti clinici e biomeccanici che di ricerca, misurazione, caratterizzazione (fig. 2) e classificazione dei tessuti elastici e delle geometrie di accoppiamento.
L’analisi dei grafici caratteristici ha consentito di introdurre un coefficiente di elasticità tissutale (CET), che ha permesso di ordinare i diversi materiali su una scala in virtù della risposta elasto-compressiva misurata.

Fig. 2 

Sono stati, quindi, definiti e realizzati tre design di base modulari per il tronco (DEFLETTENTE, ANTICIFOSANTE, DEROTANTE) tra loro componibili, ciascuno rispondente ad uno specifico obiettivo funzionale, la cui azione è stata testata nel laboratorio di analisi del movimento ITOPGaitLab (fig. 3), permettendo di ricavare un indice di scostamento Ic per ciascuno dei piani dello spazio, il cui valore è direttamente proporzionale al deficit funzionale del singolo soggetto.

I tre valori di Ic consentono la composizione più appropriata dei tre design di base modulari, portando alla definizione del design definitivo e, allo stesso tempo, correlano col valore del CET e delle sue componenti, permettendo l’identificazione dei materiali più adatti alla costruzione della tutina S.El.li.

Fig. 3 

Allo stato attuale è in corso un progetto di ricerca che, tramite sistemi optoelettronici, intende valutare l’efficacia della tutina S.El.Li. in posizione seduta nel protocollo riabilitativo di soggetti con deficit di bilanciamento posturale.

Fig. 4 

 

Indicazioni

La tutina S.El.Li è indicata in presenza di paramorfismi e dismorfismi di tipo neurogeno e neuromuscolare e/o quando vi siano deficit di bilanciamento posturale con alterazioni del tono che limitano le abilità del paziente.
L’obiettivo dell’ortesi è principalmente quello di sostenere e/o stabilizzare il tronco e i distretti prossimali nei tre piani dello spazio, svincolando gli arti superiori e inferiori a vantaggio di una maggiore autonomia nello svolgimento delle normali attività di vita quotidiana, mediante un effetto elasto-compressivo opportunamente distribuito ed azioni elastiche dinamiche di deflessione e detorsione specificamente calibrate per il paziente.
Può essere usata anche in combinazione ed integrazione con ortesi di arto superiore ed inferiore di tipo tradizionale, amplificandone indirettamente l’efficacia.

Caratteristiche Tecniche

La tutina S.El.Li. viene realizzata su misura con tessuti elasto-compressivi classificati, traspiranti e anallergici che sono ben tollerati dai pazienti. La gamma prevede tre modelli modulari che hanno in comune un tessuto elasto-compressivo di base e si differenziano per l’azione specifica in uno dei tre piani dello spazio. A seconda delle esigenze del paziente, i modelli possono essere combinati in termini di design e tipologia di materiali, definendo un’azione biomeccanico-propriocettiva risultante altamente personalizzata al caso specifico.
Nella sua versione di base per il tronco, S.El.Li. si apre posteriormente o anteriormente tramite una zip, prevede chiusure a velcro a trazione regolabile sulle spalle e sulle cosce, e l’alloggiamento per la PEG.

Questo dispositivo è adatto alle zone:

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